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il Trapezio

Per prevenire e contrastare il rischio di impoverimento economico e di esclusione sociale di singoli e famiglie.

Il progetto in sintesi

“il Trapezio” interviene sulla vulnerabilità sociale attraverso un servizio di prevenzione e contrasto del rischio di impoverimento economico e di esclusione sociale di singoli e famiglie. Le persone, infatti, sono esposte a rischi che attraversano tutti gli aspetti del vivere quotidiano: il lavoro, la salute, l’abitazione, gli affetti e le relazioni sociali. Quando tali rischi si concretizzano, diventano eventi critici che minano l’equilibrio e rendono più vulnerabili e fragili le persone e le famiglie. Un presupposto importante per la strutturazione del progetto consiste nell’intercettare in tempo le situazioni di vulnerabilità sociale. La vicinanza con tali situazioni e la loro emersione precoce sono, quindi, condizioni per un intervento progettuale efficace.

Gli obiettivi specifici

– Accompagnare le persone nel superare una situazione difficile ma transitoria, sostenendo il loro progetto di riequilibrio esistenziale e lavorativo.
– Evitare che eventi critici provochino il precipitare di situazioni personali e familiari verso condizioni di disagio progressivamente più ampio e multifattoriale.
– Agevolare percorsi di uscita da situazioni di difficoltà.
– Promuovere le capacità della persona, la sua responsabilità e la sua mobilitazione nell’essere protagonista attiva del proprio percorso di vita.

I percorsi e i beneficiari

Il progetto è rivolto a cittadini italiani o stranieri (con regolare documento di soggiorno) che hanno vissuto negli ultimi due anni un episodio o una circostanza capace di rompere l’equilibrio personale o della famiglia, generando instabilità e fragilità (ad esempio, una malattia, la perdita del lavoro o della casa, la separazione) e portando alla diminuzione o all’azzeramento delle entrate economiche. Per presentare domanda di partecipazione è inoltre necessario:
– avere un ISEE ordinario in corso di validità compreso fra 6.000 e 15.000 Euro, oppure un ISEE corrente compreso tra 0 e 15.000 Euro, in presenza di un ISEE ordinario non inferiore a 6.000 Euro;
– non essere già in carico ad altri progetti dell’Ufficio Pio;
– essere cittadini italiani o stranieri con regolare documento di soggiorno;
– risiedere in uno dei seguenti comuni: Beinasco, Borgaro Torinese, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Torino, Venaria Reale.

I servizi offerti

1. Selezione

La persona o la famiglia che vuole segnalare la propria situazione compila una scheda di auto segnalazione, affinché si possa valutare il rischio di impoverimento: il punteggio tiene conto della differenza tra la condizione di reddito e di deprivazione prima e dopo l’evento destabilizzante. L’esito della selezione definisce una graduatoria di triage, in ordine decrescente rispetto alla stabilità generale del nucleo. Sulla base di tale graduatoria hanno accesso ai servizi del Progetto 150 persone ogni anno.

2. Accoglienza/Anamnesi

Il servizio di accoglienza è svolto in partnership con l’Istituto Change. I counsellor dell’Istituto affiancano le persone che hanno superato la fase di selezione per definire un progetto personalizzato di ricostruzione di un equilibrio reddituale e di vita. Dopo i primi colloqui di conoscenza e in presenza dei requisiti necessari (equilibrio preesistente e propensione progettuale) il percorso prosegue, sempre con il counsellor, con l’accompagnamento alla stesura del progetto personalizzato.

3. Valutazione del progetto di riequilibrio

Il progetto costruito dal proponente, con la consulenza del counsellor, viene sottoposto alla Commissione di Valutazione che ne esamina la fattibilità, la sostenibilità e l’impatto sulla vita del proponente.
La valutazione positiva della Commissione consentirà ai proponenti di poter ricevere dall’Ufficio Pio un’erogazione liberale fino all’importo massimo di 25.000 Euro in tre anni e un servizio di coaching, condotto dall’équipe professionale de “Il Trapezio”, per la realizzazione del progetto.

4. Coaching e monitoraggio del progetto

L’équipe professionale offre un servizio di coaching che ha lo scopo di accompagnare il processo di realizzazione del progetto.
La metodologia utilizzata nel monitoraggio/coaching promuove le capacità della persona, la sua responsabilità e la mobilitazione nell’essere protagonista attiva del proprio percorso. Mantiene il progetto aderente alla realtà e alla fattibilità e, attraverso il feedback del monitoraggio, apporta i correttivi che si rendono necessari.

5. Reciprocità/Case Trapezio

Il progetto, da sempre, si propone di superare l’idea di lavoro sociale centrato sul bisogno, con l’assunzione di un modello in cui si agisce sul problema attraverso la capacitazione della persona, in un processo di attivazione progettuale e di assunzione di responsabilità condivisa con tutte le parti coinvolte. Tale percorso trova il suo pieno compimento nella “reciprocità”, che permette al beneficiario di “contraccambiare” quanto ricevuto, divenendo corresponsabile nella relazione, variando la propria posizione nel circuito della solidarietà e della socialità, consentendo una reciprocità e parità delle posizioni di beneficiario e beneficiato. La reciprocità è un’azione di restituzione volontaria e gratuita. Si concretizza in percorsi di scambio che diventano occasione per vivere le relazioni, i legami, la città e i suoi interstizi come occasione di condivisione e di generatività. La reciprocità può avvenire sul territorio, nelle reti prossimali delle persone e nelle “Case Trapezio”. Queste ultime costituiscono un contesto organizzativo che ha l’obiettivo di dare maggiore attenzione, struttura e visibilità al processo generativo. Sono spazi virtuali dove Trapezisti ed ex Trapezisti possono incontrarsi, scambiare servizi e conoscenze, sviluppare idee innovative e realizzare sostegni reciproci. In esse troveranno spazio e cittadinanza le persone, con le proprie competenze, storie e bagaglio emozionale. Le “Case Trapezio” e i servizi offerti in termini di reciprocità dai consulenti, ex trapezisti, che le “abitano”, rientrano nel quadro di welfare generativo che promuove la trasformazione dell’individuo da utilizzatore di prestazioni (diritti individuali) a persona capace di offrire servizi (doveri) generando un nuovo paradigma sociale: un diritto diventa sociale se genera un bene per la società e per la persona contemporaneamente.